L’ANNUNCIO DEL CAIMANO

Buona sera, rincoglioniti,

In un moto di pietà delle vostre squallide budella, per questa sera ho pensato di proporvi un programma avanguardista, nonché Dziemanista. Alle 22.15 presentate i vosrti ceffi su http://www.radioqk.org/, per l’esclusiva intervista a uno dei miei gruppi preferiti: i Bjezmalinovic!

Vaffanculo

p.s. PER IL PODCAST CLICCARE SU ‘VBR ZIP’ IN BASSO A SINISTRA http://archive.org/details/DziemaBjezmalinovich

la vera storia di Peter Carl Fabergé, l’uomo gallina.

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Peter Carl Fabergé nasce a San Pietroburgo nel 1846 da padre tedesco e madre danese. I ricchi e altolocati genitori frequentano spesso ambienti scambisti costringendo il piccolo, figlio unico, a crescere da solo nella grande casa patronale. Nel giardino di essa si trova una piccola aia che il piccolo Peter Carl inizierà a frequentare con assiduità.

L’assenza dei genitori e un temperamento ai limiti della sociopatia lo terranno fuori dalla vita sociale e culturale per una trentina abbondante d’anni, facendogli preferire ai salotti del tempo il più rustico ambiente del suo pollaio. Sviluppa un rapporto particolare con una gallina, Giulia, a cui dedicherà una poesia in endecasillabi nel giorno della sua morte, avvenuta quando Peter aveva solo sedici anni. Risalgono a quei tempi le sue sperimentazioni poetiche, presto abbandonate in favore dell’arte orafa, e di cui la letteratura mondiale salva soltanto cuore di mamma, un componimento in cui immagina il sacrificio di sua madre alla divinità atzeca Quetzalcoatl.

Alla morte dei genitori organizza tre giorni di festeggiamenti nell’aia invitando tutti i polli del vicinato. Incassata l’eredità, butta giù il vecchio maniero di famiglia e amplia il pollaio fino a lambire i confini della sua estesa proprietà. Inizia a scendere in paese acconciato come un  gallinaceo suscitando non poche perplessità dei presenti. Per mantenersi prende a scolpire uova, il suo unico alimento, utilizzando materiali preziosi e palline di sterco presto abbandonate dopo le prime vibranti proteste dei suoi ricchi clienti.

Conosce l’ebbrezza del successo e per qualche tempo non si fa più vedere nel suo grande pollaio: alcune galline muoiono d’inedia, altre hanno la prontezza di trasferirsi a Pomeriggio 5. Ma non passa che qualche mese, il tempo di farsi spezzare il cuore da una provocante lesbica lituana, che il nostro riappare stordito ed emanciato sulle soglie dell’immensa aia che la sua follia gli ha ordinato di erigere.

All’età di 56 anni Peter Carl Fabergé è un uomo distrutto dalla vita e da un genio troppo pesante da sostenere per uomo cresciuto frequentando soltanto animali da cortile. Gli ultimi mesi sono un frenetico tentativo di deporre un uovo lui stesso, ingollando i più disparati intrugli e mettendosi nelle mani di sedicenti maghi che se ne approfittano per spillare denaro e fiaccargli un fisico già provato.
Muore di noia e cancro esplosivo alla materia bianca del cervelletto in una tiepida mattina d’ottobre lasciando soltanto un lacero biglietto con su appuntato, con grafia tremolante, un messaggio che suona come un’ultima indicazione per i posteri: “ANDATE AFFANCULO

 

all by myself: fonda il tuo partito scissionista.

bossi umberto lega nord
                              “funziona!”

Ciao, mediocre! Sì, diciamo proprio a te! Se la vita non ti sorride e la tua unica ricchezza sono un paio di basette ben curate, è giunto il momento di dare una bella sterzata alla tua vita di merda mettendosi in proprio.
E quale opzione migliore  di un bel partito scissionista col cazzo duro?

1) Scegli una nicchia
Proprio così. Siete scissionisti, ricordate? Non si può piacere a tutti, anzi, gli altri devono proprio starti sui coglioni. Lambiccati il cervello fino a trovare una minoranza della popolazione sulla quale concentrare tutto il tuo potenziale: sarà il bacino di elettori da cui andare a pescare voti.
Può trattarsi di un gruppo etnico, religioso, o politico, ma niente vieta di essere più fantasiosi.
Suggerimenti: hipster, zoofili, consumatori abituali di cannabis. 

2) Scegli un nome
Ok. Hai individuato un buon numero di persone che potrebbero essere interessate alla merda che hai da proporre, giusto?.
Ora manca soltanto un nome che rappresenti pienamente la tua ideologia. Se non disponi ancora di un’ideologia, non preoccuparti: ci penserai quando arriverai al governo.
Suggerimenti: Lega degli Hipster, Partito degli Amanti degli Uccelli degli Uccelli, Futuro&Sativa 

3) Scegli un capo carismatico
Un dettaglio da non sottovalutare. In Italia esistono centinaia di partitucoli, liste civiche e movimenti del cazzo che sono il personalissimo feudo di questo o quel politico locale.
Ma noi non vogliamo fare la solita minestra, non è così? E’ quindi fondamentale trovare una persona che sia carismatica quanto in grado di incarnare la tua ideologia nuova di zecca. Se non ti senti abbastanza forte per l’incarico, non disperare: puoi sempre fare il padre nobile del Partito e lasciare la prima fila agli altri, per quando inizierà a schizzare la merda.
Suggerimenti: Carlo Pastore, Chicco Stricnina, Morgan. 

4) Scegli un nemico
Se hai seguito tutti gli accorgimenti, ora ti ritrovi a capo di un piccolo partito pronto a conquistare il potere e il suo posto nella Storia.
Ma manca ancora un ingrediente fondamentale: un nemico comune per incanalare tutte le energie del movimento.
Scegli qualcuno che non sia troppo potente da farti il culo, ma neanche così debole da indurti a simpatizzare per lui. Hitler se la prese con gli ebrei, Bossi coi terroni, Berlusconi con il limite di età per i rapporti consenzienti. Una volta trovata la nemesi, inizia a incolparla di qualsiasi cosa, fregandotene dei normali criteri di plausibilità o cazzate simili: siam pur sempre la terra del piove governo ladro.
Suggerimenti: Carlo Pastore, la secchezza vaginale dei rettili, la Fini-Giovanardi. 

5) Datti da fare
Andare al governo non è come ristrutturare la casa: nessuno ti nominerà primo ministro a tua insaputa, sappilo. E’ importante quindi creare delle istituzioni che supportino la tua politica sul territorio. Ad esempio la Lega Nord creò una banca (fallita dopo pochi mesi), un sindacato (fallito anch’esso) e la simpatica mitologia del Dio Po, che non è una bestemmia uscita male.
E’ fondamentale coinvolgere i tuoi peoni con qualcosa di folkloristico che li faccia sentire parte di un gruppo ristretto e ben delimitato: elmi con le corna, cardigan e magliette dai colori improbabili daranno un tocco di stile ai tuoi seguaci.
Suggerimenti: apri un locale e invitaci a suonare i Cani, organizza un puttan tour presso lo zoo più vicino, pianta un po’ di marijuana in terrazzo.